Shakespeare a Padova

 

Shakespeare a Padova

 

“Padova, culla delle arti”. È questo lo slogan del portale del turismo del comune di Padova.Non tutti, però sanno l’esatta provenienza di questa locuzione. Si tratta, in realtà, di un estratto dall’incipit di un’opera shakespeariana di tutto rispetto.  Se è vero, infatti, che il grande drammaturgo inglese ha legato indissolubilmente il suo nome alla città di Verona grazie ad una, se non la più famosa, delle sue opere, “Romeo e Giuletta”, William Shakespeare ha anche ambientato a Padova un’altra delle sue commedie vale a dire “La bisbetica domata” (The taming of the Shrew).

Presumibilmente composta (sia in versi che in prosa) nel 1594, si tratta di una commedia in 5 atti in cui si narrano le vicende del veronese avventuriero Petruccio che sposa la ricca ma intrattabile Caterina da Padova soggiogandola. Tra le opere shakespeariane più rappresentate, non sorprende, dati i suoi contenuti, che non venga utilizzata in operazioni di marketing turistico-territoriali: non sarebbe una gran mossa, in effetti, legare il nome della città ad una visione della società ancorata all’idea maschilista di donna “servile” rispetto all’uomo.

Tuttavia, i padovani possono andar fieri del bell’omaggio che il grande autore fa a Padova all’inizio della sua opera:

 

“Per il grande desiderio che avevo di vedere | la bella Padova, culla delle arti sono arrivato… | ed a Padova sono venuto, come chi lascia | uno stagno per tuffarsi nel mare, ed | a sazietà cerca di placare la sua sete.”

“For the great desire I had to see | fair Padua, nursery of arts, I am arrived… | and am to Padua come, as he that leaves | a shallow plash to plunge in the deep, and | with satiety seeks to quench his thirst. (Atto 1, Scena 1)”

 

A testimonianza di questo atto di riguardo da parte del drammaturgo inglese nei confronti della città di Padova, si può leggere l’intero verso sulla targa posta in Piazza Capitaniato, angolo via dell’Accademia.


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